bitless & barefoot - studio
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Le fotografie vengono aggiunte via via in successione. Trovate quindi le ultime inserite, a fondo pagina. In rosso l'ultima proposta in ordine di tempo.
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INDIO NUVOLA SCHNAPPI CAMPERO GOLDIE FRIDA ALLEGRA CLARABELLA SUOLE E CALLOSITA' CARLOTTA SFERRATURA |
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OMAGGIO A INDIO A 28 anni, sferrato da poco è la dimostrazione che la morfologia corretta fa la differenza. Porta, senza ferri, la sua padrona in giro per i campi e sulle colline di Trevignano R. Desideriamo nei prossimi mesi migliorare ancora questo piede, ferrato per 26 anni. Obiettivo: una suola più spessa con una concavità all'apice di 12 mm. |
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Due anteriori conici, simmetrici. Credete che il bianco sia più debole del nero? NO! E' solo il pigmento che è diverso, non la densità del materiale. Se poteste effettuare una prova di durezza con l'apparecchio di Brinnell sui due piedi l'ago entrerebbe alla stessa profondità nelle 2 muraglie. |
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Laterale, prima e dopo. Notate come la posizione dei talloni appaia underrun prima e come risultano "verticalizzati" dopo. Non sono stati toccati. Lo potete constatare nella fotografia seguente. Il primo motivo dei talloni scivolati è l' illusione. (Pete Ramey) |
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I talloni non sono stati toccati. La profondità delle lacune collaterali ai talloni è di 22mm. Il cavallo si muove confortevolmente sul terreno misto del paddock. |
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La parete è stata ridotta allo spessore medio. Il fettone,compatto, non è stato toccato. Qualsiasi intervento sul fettone dovrebbe considerare il tipo di terreno, secco o bagnato. E' inverno, le lacune collaterali sono già aperte permettendo lo scarico. La lacuna centrale, un po' scavata posteriormente, deve essere tenuta sotto controllo. Le barre sono state ridotte in altezza ad un livello di poco inferiore a quello della parete. La suola neanche degnata di uno sguardo. La profondità della suola all'apice del fettone è di 8 mm. Qualsiasi cosa, persino la polvere, non va eliminata da una suola ancora troppo sottile. Fino all'ottenimento di una profondità all'apice di circa 12 mm. è sconsigliato montare senza la protezione di una scarpetta su fondi pietrosi. |
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Sono evidenti i rapporti fra le strutture. Nella foto di destra si può notare come ho cercato di evidenziare l'arco naturale (depressione ai quarti). Oltre che allargandosi ai talloni è nel distendersi che il piede dissipa energia di impatto. Pensate ad uno sci da fondo. E' arcuato ma quando la caricate del vostro peso si distende. La sciolina deposta sulla parte centrale dello sci può far presa nella neve e vi permette di avanzare. Le cartilagini alari e la terza falange, che sono disposte ad angolo si distendono all'impatto con il suolo assorbendo energia. Al distacco ritornano alla posizione di riposo restituendo parte dell'energia immagazzinata. Il cavallo "rimbalza" in avanti. Una parte dell'energia, trasformata in calore, viene dissipata grazie ad un sistema simile a quello del radiatore di una vettura. Il liquido è il sangue. Lo zoccolo è un organo di locomozione e propulsione . |
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Il piede è bilanciato. L'atterraggio dei due talloni sarà simultaneo. |
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Ad una eguale altezza dei talloni riferita al piano della suola si accompagnano due eguali distanze tallone-linea del pelo e molto più significativamente eguali profondità delle lacune collaterali. Eguale "clearance" delle cartilagini alari dal terreno.
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MAREMMANO Ecco un altro cavallo. Si chiama Nuvola. Uno degli animali più forti, buoni e sani che ho incontrato. Una maremmana di 8 anni. Nonostante l'abbandono il piede è forte, il fettone sano, la muraglia compatta. Credo che il maremmano per le modalità di allevamento nei secoli, i caratteri selezionati, la capacità di sopportare una alimentazione non propriamente attenta ai canoni "dietetici" tanto più necessari nei cavalli alla moda, sia uno degli animali su cui puntare. Un buon cavallo facile da tenere barefoot capace di portarvi ovunque... con una maggiore di attenzione ai suoi piedi. Attenzione che in questo caso è venuta a mancare. Rivolgendoci al maremmano, al bardigiano, piuttosto che all'estero, incrementeremmo il nostro allevamento e avremmo meno problemi. Siamo contrari in linea di principio al commercio ed importazione di cavalli dall'est europa e dal sud america.
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CAVALLO PESANTE Fossetta centrale alla punta, adiacente alla parete. L'area scura. Non si tratta di un fungo né di un difetto. Nemmeno di una transitoria conformazione infantile. E' semplicemente presente in alcuni cavalli, più frequentemente nelle razze pesanti, (P.Ramey). Unico accorgimento il controllo. La depressione, che si riempie di terra, potrebbe essere colonizzata da funghi e batteri. Se il cavallo vive libero la sua giornata, si muove e lavora non ci sono problemi. Il piede nella fotografia calza le EASYCARE EPIC numero 6. Il cavallo è il mio Norico maschio, di quasi sei anni pesa 900 kg. La suola è levigata dalla strade bianche e dall'asfalto sbrecciato. Questa fossetta, se accompagnata da una indentatura in posizione corrispondente nella terza falange, rappresenterebbe invece secondo La pierre un tentativo di evoluzione del piede equino verso la bipartizione (The chosen road- La Pierre) Non potrebbe essere al contrario la manifestazione di un carattere arcaico? ** |
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CAVALLO ARGENTINO A ROMA Molta gente tiene sferrato il cavallo per risparmiare sul costo del maniscalco, il cavallo sferrato necessita di eguale cura periodica. Tanti, ignoranti o ingannati da una falsa informazione, credono di potere provvedere da sè magari avendo frequentato un "corso" della durata di un fine settimana. Campero, un cavallo argentino, con il piede sinistro sgrossato. Il poverino veniva fatto lavorare in queste condizioni. Credete che questo misero comportamento umano sia giustificabile?
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PONY DA CONCORSO Sferrata all'età di 14 anni. Ascessi plurimi contemporanei. Il pony, sferrato, ha fatto da sé. L'ascesso, frequente nel cavallo dopo la sferratura, indica la fase di guarigione e il ritorno alla sensibilità, alla circolazione, all'elaterio.
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Vedete l'ascesso che sta scendendo? La parete, dopo la sferratura, ha cambiato pendenza. La nuova produzione è parallela alla faccia dorsale della terza falange. Le lamine, ectodermiche e dermiche, sono ben connesse fra loro nella parte superiore del piede. L'angolo che si viene a formare tra i due segmenti di parete, basso/vecchio e alto/nuovo, è stato chiamato DTA (diverging toe angle) da J.Jackson o, eloquentemente, angolo di guarigione. Proiettando al suolo il segmento superiore di parete potete avere idea di come si presenterà lo zoccolo in futuro. Sulla parete sono registrati cronologicamente gli eventi. Sul "nastro", l'evento viene cancellato dopo 7 - 8 - 9 mesi o più. La velocità di crescita, di circa 0.9-11 mm. al mese, varia molto poco da soggetto a soggetto e stagionalmente. Quella che viene chiamata crescita eccessiva è invariabilmente il risultato di un mancato consumo causato dal confinamento. Quella che viene creduta una mancanza di crescita è invariabilmente una crescita orientata in una direzione sbagliata. Non è possibile rallentare la crescita o accelerarla. Uno zoccolo "corto", sarà completamente rinnovato in un tempo più breve. (la velocità di crescita dell'unghia è praticamente una costante) Qualsiasi crack, imperfezione, limiterà meccanicamente lo zoccolo per un tempo inferiore a vantaggio della sopravvivenza dell'animale selvatico ( e/o a vantaggio della soddisfazione del proprietario di un animale domestico) |
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FRIDA - S. NAVICOLARE E DISTACCHI Vi presento Frida, ho conosciuto la cavalla l'anno scorso quando Marco, il suo proprietario, mi ha chiamato su indicazione del suo veterinario il dr. Romagnoli (ASL RM F). La diagnosi, sindrome navicolare. Dopo una lunga chiacchierata ho sferrato Frida ed eseguito un primo pareggio. Da allora la ho potuta incontrare con discontinuità. Senza una particolarmente attenta gestione ha reagito positivamente. Oggi, alla palpazione, il cuscinetto digitale risulta più maturo, tutta la consistenza della parte posteriore del piede è aumentata. La cavalla non viene fatta lavorare come dovrebbe per mancanza di tempo ma vive in uno spazio relativamente grande. Purtroppo la alimentazione lascia a desiderare. Fino ad oggi è stato integrato il fieno con fioccati. E' evidente il distacco tra suola e parete nella quarta coppia di fotografie(partendo dall'alto). La bibliografia che illustra i risultati delle ricerche sulla diretta responsabilità di una alimentazione troppo ricca nel favorire un indebolimento della connessione laminare è troppo vasta e circostanziata per essere ancora ignorata da quanti operano nel settore. A qualunque livello. L'azione meccanica esercitata dal terreno su una parete lasciata troppo lunga fa il resto. Ho chiesto espressamente al proprietario di eliminare i fioccati dalla dieta. E consigliato la totale eliminazione della somministrazione di granaglie a questa cavalla a riposo che vive in un ambiente, quello del Lazio, caratterizzato da temperature miti, con un riparo a disposizione. Ho anche consigliato la recinzione di una zona fangosa, dove si accumulano liquami, al fine di impedire l'accesso. Una infezione al fettone, in un cavallo affetto da s. n. è quanto di più pericoloso possa avvenire. La sensibilità o dolore conseguenti nella zona posteriore indurrebbero ad un ritorno all'atterraggio di punta con conseguente superlavoro del tendine flessore profondo, danni al navicolare ed alle strutture circostanti. Tempo buttato, soldi sprecati, cavallo dolorante. Nel lavoro di oggi ho ridotto leggermente l'altezza dei talloni e la flare in punta. La barra di sinistra, che potete vedere nella fotografia indicata con una X era più alta della parete alla sua sinistra (attiva) e spezzata alla base. Ho dovuto eliminarla, potete constatarlo meglio nella foto contrassegnata dalla Y. A malincuore, perché le barre, costituendo materiale strutturale della parte posteriore del piede, devono essere presenti e rispettate, pur non dovendo essere così elevate da esercitare una indebita pressione sulle strutture sottostanti. Queste ultime devono essere stimolate per potere crescere e consolidarsi, grazie alla continua azione di pressione rilascio cui devono essere sottoposti sia il fettone che le barre ad esse sottostanti. La suola ed il fettone non sono stati toccati. La lacuna centrale è stata leggermente aperta dopo gli scatti. Nelle fotografie che inserirò prossimamente, relative al piede sinistro, evidenzierò la suola, il così detto lamellar wedge, le lamine ectodermiche e la parete. Potete già identificare questi tessuti nelle foto sottostanti?
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Presi accordi con il proprietario, per un intervento regolare, il programma futuro è quello di intervenire più aggressivamente per la riduzione dei distacchi, evidenti nella fotografia Z alla punta e nella fotografia K ai quarti. I talloni verranno ribassati gradualmente per sottoporre ad una maggiore pressione e lavoro la parte posteriore del piede. Al prossimo pareggio con l'arretramento del punto di distacco e conseguente allungamento del passo indurremo un più deciso atterraggio di tallone. Saremo cauti quindi inizialmente nella riduzione di altezza dei talloni che manterremo alla altezza attuale o di poco inferiore! Le condizioni del paddock e dei fettoni di Frida suggeriscono inoltre la seria necessità di trattamento periodico con la soluzione del Villata. |
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Marco con la sua bella Frida sulla pavimentazione che ha realizzato per una migliore gestione e pulizia periodica degli zoccoli. Marco è appassionato di equitazione naturale e si esercita per il miglioramento della tecnica Parelli. La presenza di altri due giovani cavalli sottrae giocoforza a Frida tante attenzioni. |
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ED ECCO UN PROGETTO PER FRIDA
Il tratto in rosso identifica il limite della suola. Esternamente, in colore grigio scuro, potete vedere il materiale che prodotto dalle lamine, riempie lo spazio venutosi a creare a causa della loro separazione. Il lamellar wedge, in inglese. Materiale di resistenza inferiore a quelli di cui sono costituite sia la suola che la parete. Più perifericamente, in verde, il limite interno della parete.
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A) I punti identificano, se congiunti, la prossima linea di lavoro. Da essa si dipartirà la superficie, inclinata a circa 30° rispetto al piano della suola, atta a scaricare meccanicamente la parete dalla forza che il terreno applica su di essa ed a permettere di conseguenza un più facile ricongiungimento laminare. Questo piano verrà poi raccordato in un mustang roll di forma adeguata. Quanta più parete possibile verrà lasciata al suo posto per non compromettere conseguentemente ad urti la sicurezza delle strutture sottostanti già provate. Il peso di Frida verrà quindi a gravare sulla suola. La suola, nel modello dello zoccolo teorizzato dal dr. Bowker, è parte attiva nel sostenere il peso del cavallo ma la suola di Frida dovrà farsi carico ANCHE della percentuale di peso che normalmente grava sulla parete. Di conseguenza e tanto più quanto più la suola del soggetto è fina, è necessario cautelarsi non facendo camminare il cavallo su terreni aggressivi o prevedere la sua protezione con scarpette, solette di diversa consistenza e spessore, bende in fibra (cast). Frida, con una profondità all'apice del fettone di 0.9 cm. ( 3/8 ) ed una concavità di raggio costante dimostra una suola di un certo spessore che vedo sicura sui terreni del suo paddock senza protezioni. Necessiterà di scarpetta per uscire sulle stradine pietrose circostanti. B) L'altro suo problema, la sindrome navicolare, impone altre cautele. - La profondità delle lacune collaterali nella parte posteriore del piede è di 3.3 cm. 0.8 cm. in più rispetto ai 2.5 cm (1 pollice ) che garantiscono una adeguata clearance delle strutture interne dal terreno nella media dei cavalli. Questa maggiore altezza dei talloni la rende capace di muoversi con disinvoltura, permettendo al tempo stesso l'alternanza di pressione e rilascio sul fettone necessaria per lo sviluppo delle strutture interne nella parte posteriore del piede ed il superamento di almeno parte dei problemi che la affliggono e che hanno determinato la diagnosi. Al momento i terreni sono umidi, i talloni affondano di quel tanto da permettere un fettone attivo ma non una pressione eccessiva su di esso. Nota 1. La distanza alla quale si trovano le cartilagini alari dal fondo delle lacune è una costante valida per tutti i cavalli. -Con l'intervento sulla parete, arretra il punto di distacco (la linea o zona che per ultima lascia il terreno) si favorisce un passo meno rilevato, più lungo e l'atterraggio di tallone. Atterraggio benefico ed auspicato che una meccanica più efficace potrebbe però rendere “troppo” brillante e … pesante. Di conseguenza manterremo l'altezza dei talloni attuale, facendo riferimento allla attuale profondità delle lacune, per non rischiare di risensibilizzare Frida con il pericolo di riportarla all'atterraggio di punta. (Dolore nella parte posteriore del piede = atterraggio di punta) Nota 2. E' l'atterraggio di punta che, sollecitando in modo abnorme il tendine flessore profondo e con un effetto a palla di neve, è primo responsabile della cosidetta “sindrome navicolare” . Il primo obbiettivo del trimmer o maniscalco è quello di riportare l'animale all'atterraggio di tallone. C) Seguirà la graduale riduzione di altezza dei talloni e il ritorno ad una parete attiva (weight bearing) necessaria alla migliore soundness possibile per la cavalla. Desidero sottolineare:
Infine nella fotografia sottostante:
Una volta ricostituita la buona connessione parete - terza falange questa dovrebbe risalire o se preferite l'intera capsula dovrebbe scendere. Aumentando lo spessore della suola. Maggiore spessore e concavità della suola, articolazione tra terza e seconda falange più alta con riferimento la corona, più libera, leve favorevoli.
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Tutto questo è meccanica. La buona riuscita dell'operazione è assolutamente condizionata dalla dieta , dal movimento, dalla regolarità nel pareggio. La dieta è fondamentale, qualitativamente e quantitativamente. Quantitativamente, comprendete come maggiore peso si traduca direttamente in un impatto più severo ed in aumentato stress laminare al distacco. Qualitativamente, la dieta troppo ricca è causa, diretta o indiretta, dell'indebolimento della connessione laminare. La carenza alimentare è di per se un altro fattore negativo. Mi riferisco ora allo sbilanciamento minerale. Il movimento è RE e condizione necessaria per ogni riabilitazione. La continua alternanza pressione rilascio è necessaria per la generazione e consolidamento delle strutture dello zoccolo. Pensate al bicipite del vostro braccio. Pensate di tenere sollevato un peso, anche piccolo, ma per un tempo indefinitamente lungo. Non aumenterà di massa, arriverete solo a sfinirlo. Lasciatelo adesso inerte, per un tempo indefinitamente lungo. Sapete a cosa andate incontro. Sollevate invece un peso con il vostro braccio, tutti i giorni, per una serie determinata di volte. Lo costruirete piano piano. Lo zoccolo
reagisce, e deperisce, allo stesso modo. Immobilità protratta, fondi
morbidi, sono un nemico. |
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PROFONDITA'
DELLE LACUNE La profondità delle lacune collaterali in prossimità dei talloni ed all'apice del fettone è uno dei dati maggiormente significativi per la valutazione di uno zoccolo di cavallo. La terza falange è parallela alle lacune collaterali e distante da esse in modo costante. La profondità delle lacune può essere messa da un osservatore professionista in relazione diretta con lo spessore della suola. Il loro orientamento con l'orientamento di P3 rispetto al piano della suola. L'eventuale differenza di profondità delle due lacune, posteriormente, è utile per il bilanciamento mediale-laterale quando altre osservazioni sono in contrasto fra loro. Mentre la profondità all'apice non dovrebbe essere inferiore a 3/8 - 1/2 pollice(12 mm.) quella rilevata posteriormente non dovrebbe essere inferiore a 3/4 di pollice (18 mm.) Un tallone non dovrebbe, per nessuna ragione, essere abbassato in modo tale da ridurre questa profondità al di sotto di questo valore. Ne deriverebbero sensibilità, dolore, conseguente atterraggio di punta. Nelle fotografie viene illustrato come misurare queste profondità. Si pone un righello ,una raspa, di traverso sullo zoccolo. Con un nettapiedi potete quindi rilevare la profondità e riportarla su un decimetro. La sporgenza in mm. della parete dalla suola dovrebbe essere sottratta. I due dati, difficilmente intellegibili dalle fotografie, sono utili al professionista cui chiedete una valutazione o aiuto. Lo spessore della suola, immaginato sulla base di queste letture e della osservazione della forma della suola stessa costituiscono i parametri che consiglieranno, dato il terreno di lavoro, la protezione o meno del piede con scarpette. |
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FRIDA continuazione
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La fotografia di sinistra (A) è la stessa riportata nel "progetto", senza le evidenziazioni colorate. La fotografia di destra è relativa allo stesso piede. I due pareggi appartengono a due diverse concezioni e filosofie. Nella foto di sinistra la parete rimane attiva, weight bearing, anche quando lo zoccolo è posato su un piano rigido. E' ben visibile in entrambe le foto il "callous ridge", limite della suola. Nella foto di destra a circa 4 mm. dal ridge in punta e via via sempre meno allontanandosi verso i quarti parte il piano inclinato atto a scaricare parzialmente la parete. Questo piano è poi finito con il roll. La foto C è del piede destro, è venuta meglio. Si vede abbastanza bene grazie alla prospettiva che la parete è resa leggermente passiva rispetto alla suola e "precipita" in un mustang roll piuttosto aggressivo. La muraglia tuttavia non è passiva sul terreno cedevole dove vive la cavalla ma solo quando è ferma momentaneamente sulla superficie piana del pavimento. Il terreno reagisce ad un roll di questo tipo con una forza di compressione della parete verso l'interno. Sempre osservando la foto C si vede come in punta, davanti al callous ridge, grazie al piano di lavoro inclinato che ha asportato parte del lamellar wedge e della parete, non vi sia nulla che ostacoli il distacco. Il distacco avviene dove naturalmente deve avvenire, la parete scaricata è libera di ricrescere ben connessa. La meccanica permette la riabilitazione. Correndo il rischio di diventare noioso desidero ripetere: -qualsiasi patologia dello zoccolo dovrebbe prevedere oltre all'intervento meccanico il giusto ponderato movimento su superficie adeguata e la corretta alimentazione- Ho mantenuto quasi immutata l'altezza dei talloni precedente, permettendomi di abbassarla un pochino valutandone sul campo la possibilità. Il piede risultante è più corto e compatto. La cavalla dovrebbe essere ginnasticata regolarmente per ottenere un migliore risultato. La suola, all'epoca della sferratura, di consistenza gelatinosa e appiattita perifericamente, ha ora assunto una buona consistenza ed una maggiore concavità. Tuttavia la cavalla dovrebbe calzare scarpe e solette per uscire. Il lavoro di scarico meccanico della parete grava la suola di un carico maggiore. Nonostante la sindrome navicolare suggerisca l'opportunità di evitare pendii è molto meglio che Frida passi il suo tempo sulla collina piuttosto che al piano. Il suo passo sicuro e franco di tallone lo permette. La stagione è estremamente umida e fangosa, una infezione del fettone la riporterebbe ad un atterraggio di punta. La mancanza di esercizio programmato è un altro ottimo motivo per lasciarle comunque e sempre la maggiore possibilità di movimento autonomo nel più grande spazio possibile a disposizione.
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ALLEGRA - Easycare EPIC N° 7 ! I fotogrammi sono di aprile e agosto 2011 |
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posteriore
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anteriori
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posteriori
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aprile 2011 !
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aprile 2011 !
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| Potete vedere zoccoli veramente robusti in queste fotografie. Suole spesse e callose, fettoni compatti, forme coniche. Zoccoli da primato, non solo per le misure. Ho questa cavalla da cinque mesi. Tuttavia il potenziale non basta. Ad aprile la situazione non era così rosea. Guardate lo sbilanciamento e rotazione in G, l'arco formato dalla linea del pelo in H e la pendenza ridotta. La situazione era ancora peggiore il mese precedente. Troppo tempo intercorso tra i pareggi, il cavallo molto pesante e non collaborativo, l'incapacità di lavorare sui due lati dello zoccolo con la stessa forza (bisogna essere ambidestri e/o tecnici) hanno determinato G. Eccessiva pressione ai quarti e punta lasciata lunga avevano determinato H. Al tempo di G ed H ero ormai intervenuto due volte di seguito su Allegra accorciando le punte, portando la parete a livello della suola ai quarti e scaricando molto tutta la parete dal carico (Hoofrehab- Pete Ramey). La parete in genere era delaminata ,distacchi visibili,doppie pendenze. La profondità delle lacune è al momento di 26-27 mm. Normale in un cavallo dal peso così consistente. Il progetto per Allegra è l'impiego come esterna sinistra in un attacco agricolo di tre cavalli in linea di fronte. La cavalla si alimenta unicamente con erba e fieno.
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ASINI! |
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Gli animali, che sono attualmente materia di studio, appartengono ad una casa famiglia a sud di Roma. Possono essere visitati. Tra le prime e le ultime fotografie intercorre un periodo di tre mesi e mezzo!!! Il primo intervento risale al 19 maggio 2011. Il terzo al 30 di agosto. Il risultato è frutto sia del lavoro sugli zoccoli che dello stretto regime alimentare cui gli animali sono stati sottoposti. Unicamente fieno. Nemmeno un fieno testato, analizzato, magari compensato, come si potrebbe anche fare. Una grande volontà e determinazione, del direttore e degli ospiti. La fiducia nel seguire le indicazioni nella loro totalità: no vaccini, no antielmintici, nessuna integrazione con granaglie, frutta ed ortaggi. In una parola nessun disturbo al metabolismo. Disinfezioni giornaliere e protratte. Il territorio che ospita gli asinelli è fortunatamente idoneo. Un uliveto sassoso. Gli animali, che vivevano precedentemente in stato di abbandono, erano stati dati per spacciati. -dovete solo aspettare che muoiano- era stato detto al proprietario. Vogliamo che vivano a lungo, in pace e siano di grande compagnia! Le fotografie dei tagli e lavoro intermedio sono materia di discussione durante gli incontri organizzati da bitlessandbarefoot-studio. Nella fotografia dell'asino in alto a sinistra notate la deformazione e torsione cui va incontro una muraglia che si allunga ma non si spezza! Per la lettura di un articolo sugli asini andate alla pagina "letture" di questo sito. Anno 2011.
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** SUOLE E CALLOSITA' |
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Queste fotografie possono essere utili a comprendere il significato di callosità. I proprietari di cavalli stabulati o sui quali si interviene di routine sulla suola, con il coltello o con le tenaglie, non conoscono il piede sotto questo aspetto. La callosità, l'accumulo di un certo spessore di materiale di esfoliazione sono frutto dell'adattamento dello zoccolo al terreno duro,estivo, nel quale esso non può penetrare. Non potendo lo zoccolo penetrare, affondare un poco nel terreno, il peso del cavallo si trova ad essere sostenuto dalla sola parete con conseguente "carico periferico" (Il carico periferico per eccellenza è quello imposto allo zoccolo dal ferro, con esclusione dalla funzione di suola e fettone) . La natura provvede in questa condizione a ridurre parzialmente la concavità della suola riempiendo la volta con callosità. Ciò permette il mantenimento della ripartizione del peso tra parete e suola. Più il terreno si fa duro più lo zoccolo reagisce producendo materiale. Più il materiale di esfoliazione si compatta sulla suola callosa invece di essere abraso dal terreno (o tolto dal pareggiatore) più protetto sarà il piede in caso di una uscita su un terreno particolare. Con la suola così incallita e protetta, il cavallo corre confortevolmente anche su terreni aggressivi. Asportare queste callosità comporta sensibilizzazione, riduzione della "soundness" del cavallo. Con il ritorno della stagione umida o magari con l'ispessimento "eccessivo", le "callosità" si sfaldano ed il piede ritorna a mostrarci il piano "vero" della suola e la sua concavità. Questo accade naturalmente. Se il cavallo si muove molto e giornalmente, la parete e le callosità sono esposte ad usura, si consumano. Il consumo compensa la crescita. E così via. La fotografia in alto a destra è di una suola incallita di un cavallo che si muove parecchio. Parete e suola non hanno altezze particolarmente differenti. La fotografia di sinistra mostra uno zoccolo di materiale più scadente e che si muove di meno. La parete è stata lasciata un po' più lunga (non è stata ridotta abbastanza), le placche si stanno sfaldando. Conseguentemente il carico sulla parete aumenta. Che cosa può succedere? Lo potete vedere nella fotografia in basso a destra. Troppo lunga e sottoposta ad un carico eccessivo la muraglia si spezza ai quarti dove: - il "callo" si era staccato ... - ... e dove non dovrebbe insistere una pressione continua. Immaginate lo zoccolo come uno sci da fondo estremamente corto. La parte centrale dello sci non è continuamente sotto carico, lo è soltanto quando caricate tutto il vostro peso sullo sci per spingervi in avanti. Così è anche per lo zoccolo. Se la muraglia fosse stata ridotta come indicato nella fotografia in basso a destra probabilmente la parete non si sarebbe spezzata. La parete sarebbe stata sporgente di un paio di mm. rispetto al piano della suola nuda, non sporgente invece rispetto all'utilissimo e protettivo piano calloso. Con la caduta del callo la parete sarebbe stata in grado di resistere e continuare ad assolvere la sua funzione protettiva, di sostenimento parziale del peso e di stabilità direzionale. Riconoscimento delle parti, adeguamento alla situazione mutevole, lavoro conseguente. Anche di ciò parliamo durante gli incontri che organizziamo. Ancora: viene qui chiamato callo, per semplicità, il materiale che, in precedenza callo, non è stato abraso per insufficienza di movimento. Se lavorate duro le vostre mani producono calli. Se continuate a lavorare duro questi calli vengono consumati e prodotti continuamente. SE smettete di lavorare si staccano e cadono. Credete sarebbe bello per le vostre mani tagliarli senza aspettare che si stacchino da soli ed esporre la pelle fine sottostante? |
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** CARLOTTA |
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| Carlotta, dopo anni e anni di ferratura, probabilmente ben eseguita e praticata ad intervalli regolari e ravvicinati grazie alla serietà della padroncina, sta affrontando il suo secondo ciclo di ricrescita. Un fettone sano e calloso, belle barre, suola concava ed una parete che sembra disegnata da Giotto. Questo cavallo non ha subito un periodo di transizione, lo ha affrontato. A destra Carlotta con Cinzia nel bel centro che la ospita. |
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** SFERRATURA
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| | A destra : Corrado e Cesare cercano di tenere in equilibrio l'arabo che sembra non volerne sapere di stare su tre zampe A sinistra : Corrado e Franco con i loro piccoli assistenti | |
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Il cavallo è sferrato. Corrado, Franco, il veterinario e la padrona commentano la storia di questo anziano arabo di 28 anni. Dalle piste alla campagna. Il veterinario ha apprezzato l' immediato miglioramento dell'andatura. Il piede è contratto, il fettone infetto ed eroso a causa della prolungata esclusione da qualsiasi funzione per l'interposizione del ferro tra zoccolo e terreno. Ma la connessione ottima, il bilanciamento anche. L'alimentazione semplice, fieno di prato naturale e polpa di barbabietola non melassata, la vita all'aperto al posto delle lunghe permanenze nella stalla, permetteranno ai suoi zoccoli di prendersi una rivincita.