bitless & barefoot - studio

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In "archivio" selezione di articoli periodicamente aggiornata

                                                                                           
                                                                                             

 

Senza ferri, senza imboccatura

Magari un giorno senza sella

Inutile e' spesso sinonimo di dannoso

 

                                                                                           
                                                                                                                                                                                           
                                                                                              Per millenni i cavalli sono vissuti al nostro fianco. Da alcuni secoli in occidente vengono ferrati. Ora che sempre piu' sono considerati dei compagni e non dei semplici mezzi, nell'era dell'automazione e delle scoperte scientifiche l'utilizzo della ferratura e' diventato dimostrazione di supina omologazione.

Libera il tuo cavallo da un inutile e dannoso peso. Senza ferri il tuo cavallo vivra' meglio, in salute, tu potrai divertirti rispettando la sua natura.

Siamo felici di dimostrartene la possibilita', di rispondere alle tue domande e di mettere a tua disposizione la nostra esperienza.

Sei curioso ed interessato? Desideri percorrere la strada che permetterà al tuo cavallo di accompagnarti senza ferratura?

Le pietre miliari lungo questa strada sono rappresentate dalla conoscenza teorica, dalla conoscenza degli attrezzi e loro utilizzo, successivamente dalla pratica sul campo.

La prima è propedeutica alla seconda, la seconda alla terza.

Ecco una efficace sequenza per non perdere tempo.

1 - Puoi leggere le pubblicazioni del dr. Teskey, di Pete Ramey ed altri sul web. Puoi fare riferimento alla pagina www.negozioequitazione.com di Alberto Barozzi per un facile e rapido accesso ad una selezione di articoli e libri.

2 - Per quanto riguarda l'utilizzo di raspe e coltelli il  suggerimento, seguilo anche se può sembrarti eccentrico, è quello di rivolgerti al falegname del tuo quartiere o paese.

Impara a realizzare una superficie piana, una superficie curva di vario raggio, una finitura finale. Impara ad utilizzare indifferentemente la destra e la sinistra.

Non sarebbe serio prendere tra le gambe il piede di un cavallo, magari irrequieto e chiedersi che fare. il fattore tempo e la rapidità di operazione hanno la loro importanza.

Se alla normale insicurezza relativa al che cosa fare si aggiunge l'incapacità a realizzare in pratica con gli attrezzi quello che si pensa … la demoralizzazione e l'abbandono sono già alla porta.

3 - Infine, non c'è nulla di meglio che osservare una persona più pratica nel lavoro di pareggio naturale per parecchio tempo attraversando le 4 stagioni dell'anno.

Il piede del cavallo, risentendo ed adattandosi al clima, al terreno, all'alimentazione, che variano necessariamente lungo il corso dell'anno se l'animale vive in condizioni naturali all'aperto, richiede interventi differenti e si può presentare diversamente all'occhio del pareggiatore.

Saper sollevare e mantenere nella necessaria posizione l'arto del cavallo rappresenta la migliore assicurazione contro gli infortuni. 

          7 domande per 1 risposta

Quanto difficile ed impegnativo sarà per me tenere un cavallo sferrato?

Sia nel caso che il pareggio venga effettato da un pareggiatore che dal proprietario.

A quante più domande rispondi affermativamente tanto più il tuo cammino iniziale sarà difficile ma grande la soddisfazione  per la riuscita. 

1 - è un puledro ?

2 - ha difetti di appiombo o dello zoccolo?

3 - è pesante?

4 - non hai capacità manuale?

5 - non hai conoscenza teorica?

6 - non hai capacità di gestione globale?

7 - hai scarso tempo a disposizione? 

- Un puledro necessita di un periodo di addestramento di durata variabile perchè dia i piedi tranquillamente ed il suo è uno zoccolo in evoluzione che necessita di qualche nozione in più. 

- I difetti in genere non sono affrontabili, di norma, se non dopo avere ricevuto una dimostrazione chiara, pratica, dettagliata. Non è detto che un difetto possa essere corretto. Può essere affrontata l'incuria o l'errore di gestione, ciò che è congenito o acquisito in tenera età rimane una limitazione.

- La “stazza” del cavallo influenza direttamente la difficoltà di manipolazione dei suoi arti. La corretta posizione del pareggiatore relativamente al cavallo, l'addestramento del cavallo diventano se possibile ancora più necessari. 

- Spesso viene sottovalutata la conoscenza e capacità di utilizzo degli attrezzi.

Chiunque voglia iniziare l'attività di pareggio dovrebbe sapere utilizzare convenientemente una raspa ed un coltello.

Con ciò intendiamo la capacità di realizzare ed estrarre da un blocco di legno una superficie piana e delle superfici di vario raggio di curvatura impugnando indifferentemente la raspa con la mano destra o con la mano sinistra.

Con una sgorbia si dovrebbe fare un po' di pratica in modo da acquistare efficacia e sicurezza.

Si può inizialmente assicurare il pezzo di legno in una morsa.

Successivamente si provvederà a tenere fermo il legno che simula l'arto del cavallo tra le gambe .

Se credete che questo sia scomodo pensate che avrete a che fare nella realtà con un ”pezzo di legno” animato che probabilmente non sarà affatto contento di aspettare i vostri comodi.

Potete chiedere al falegname del vostro quartiere o paese di aiutarvi. Gli artigiani, se ne rispettate la fretta perenne e la conseguente mancanza di tempo, sono felici di distribuire consigli. Non capita loro tutti i giorni.

- La conoscenza teorica, almeno a livello elementare, è egualmente necessaria. Non è credibile né serio mettere le mani su qualche cosa e non conoscerne i principi di funzionamento. La bibliografia è sterminata ma basta la lettura di poche pagine ben scritte per iniziare. 

I corsi, teorici e pratici, sono diffusi per molteplici ragioni ma nulla è meglio che seguire nel pareggio un amico che ci si dedica da tempo. Il confronto diretto contribuisce sostanzialmente a chiarire le idee. La liberalità nel farsi seguire ed osservare sul campo e non solo ai corsi ed a pagamento depone sempre a favore della buona fede, onestà e capacità del dimostratore. 

- Mantenere un cavallo senza ferri vuole dire rinunciare ad un mucchio di comodità per il proprietario.

Alcuni non includono nemmeno la pulizia dello zoccolo tra le “operazioni di manutenzione”

Le delegano semplicemente al maniscalco ogni 40 giorni.

L'atteggiamento corrente barefoot è sostanzialmente differente. Ci si prende cura dello zoccolo del proprio cavallo e lo si osserva annotando mentalmente tutti gli eventi ad esso riferiti.

Molti proprietari dopo un iniziale accompagnamento sono felici di provvedere personalmente al pareggio dei propri cavalli. Con soddisfazione e risparmio. 

Nota: Non è detto che per mantenere il proprio cavallo senza ferri sia necessario per forza impugnare una raspa ed un libro così come non è necessario essere dei meccanici per guidare una buona vettura. Andate alla pagina archivio per altre considerazioni.

Il cavallo senza ferri perde “la foglia di fico”.

Il ferro nasconde, allontana nel tempo il manifestarsi di errori di gestione del cavallo. Esso non ne è la cura, è il paravento dietro il quale i problemi crescono.

Stalle sporche, lettiere umide, influiscono negativamente sulla qualità dello zoccolo ma, se il vostro cavallo ha i ferri, i suoi poveri zoccoli sono tenuti insieme grazie ad essi e non vi accorgerete dei danni finchè non saranno fin troppo evidenti.

Quel che vogliamo sostenere è che non c'è in realtà una diversa necessaria obbligatoria gestione tra animale sferrato o scalzo ma sarebbe una contraddizione in termini non differenziarle.

Perchè?

La scelta di mantenere un cavallo sferrato sottintende spesso una filosofia. L'abbandono della cultura che vede l'animale come un mezzo per il raggiungimento di un fine, il rigetto del tanto peggio tanto meglio ovvero meno problemi massimo rendimento fino alla morte dell'animale o sua eutanasia per sopravvenuto scarso rendimento.

Chi dimostra amore e rispetto terrà di conseguenza il cavallo in un posto ad esso congeniale, insieme ad elementi della sua specie e penserà all'opportunità di tenerlo sferrato migliorandone le condizioni di salute generale.

Pur non rinunciando ad impiegarlo scegliendo terreni possibili.

Capacità di gestione globale naturale vuole dire conoscere le necessità dell'animale senza mortificarle continuamente asservendole alle nostre.

Movimento, compagnia, alimentazione corretta contro confinamento, solitudine, diete sbilanciate ed ipercaloriche.

Funziona per loro come per noi.

- Se ritieni di non avere tempo da dedicare ai piedi tuo cavallo hai fatto dei gravi errori di valutazione e dovresti riconsiderare le tue scelte